Una nuova Estate “di fuoco” nell’anno più secco

Che oramai le Estati nel nostro – invidiatissimo, per ovvi aspetti – Mar Mediterraneo, siano mutate, eccedendo negli aspetti che più la caratterizzano, ovvero quelli di sole e clima caldo, è cosa evidente: le estati italiane più calde degli ultimi decenni appartengono quasi tutte a quelle degli ultimi vent’anni e questo trend sta trovando ulteriore conferma in questi mesi: L’ estate in corso infatti si appresta a diventare fra le più calde dal Dopoguerra nel nostro paese, complice un Giugno caldissimo (addirittura il secondo più caldo, dopo “l’inarrivabile” 2003) e un Luglio che seppur di calibro minore rispetto al mese che l’ha preceduto di certo non sta facendo parlare di se per il fresco e le piogge.

Un caldo costante ma senza picchi da ricordare (da cestinare quindi, come al solito, le affermazioni classiche dei mass media sul “caldo record” che ci propinano ogni anno, perché fin’ora non ve n’è stato se non nella durata, eccezionale) che ci porta indietro alle più recenti estati del 2012 o 2015.

le anomalie delle temperature al suolo di questa Estate 2017 dal 1° Giugno fino al 22 Luglio: l’Italia si trova, come sovente capita, al centro delle anomalie positive. E’ un’ Estate fresca invece su Russia e Nord Europa.

 

Rimane quindi Agosto il quale, da una prima analisi dei modelli matematici a lungo termine, sembra promettere le medesime caratteristiche, con il rischio quindi dell’arrivo di una nuova ondata di calore significativa su tutta la penisola.

Se il caldo prolungato quindi non fa quasi mai più notizia, l’elemento saliente di questa stagione calda è diventato l’aspetto delle piogge, quello della siccità.

La siccità però, che sta colpendo gran parte delle regioni italiane, non è affatto causata dalla scarsità di piogge di quest’estate (poiché notoriamente l’estate italiana di sicuro non è famosa per le piogge, specie al Centro-Sud) ma per il clima secco che si protrae dall’inizio dello scorso inverno: è piovuto infatti molto meno della metà nei primi sei mesi dell’anno su tantissime regioni, in particolar modo le regioni del versante Tirrenico, quindi su Toscana, Lazio e Campania ma anche su gran parte del Centro-Nord.

Non ci sono tuttavia i presupposti per affermare che questa siccità sia legata al clima sempre più caldo (credenza appartenente alla visione del riscaldamento globale che si aveva un trentennio fa, quella della desertificazione imminente) in quanto, almeno in sede Mediterranea, anche gli ultimi anni sono risultati caldissimi eppure la piovosità è risultata addirittura più alta del normale in molti anni. Inutile citare poi, al solito, parte della classe giornalistica che tenta di fare di tutta l’erba un fascio, come se la carenza di piogge in Italia sia totale conferma del “Global Warming”, che invece riguarda, il globo (Global, appunto !), ma anche su questo ci abbiamo fatto il callo.

anomalia geopotenziale in Europa dal 1° Gennaio al 30 Giugno, si nota con la colorazione rossa e arancione lo sbarramento del flusso Atlantico creato dalla continua formazione di aree di Alta Pressione in quella sede.

In questo 2017 italiano nel frattempo tocca comunque fare i conti con un grave deficit pluviometrico e i razionamenti di acqua, se le settimane scorse avevano riguardato solo comuni ristretti, adesso cominciano ad interessare interi capoluoghi, compresa la Capitale: è l’anno più secco del nuovo millennio in Italia e la causa principale è da attribuire all’insistente presenza dell’Alta Pressione fra Europa occidentale e Mediterraneo che ha completamente bloccato qualsiasi influenza pertubata in direzione della nostra penisola.

E’ inutile dire che questa situazione ha agevolato l’azione mafiosa – perché solo così possiamo definirla – dei piromani che hanno appiccato incendi su vaste aree, il peggiore fra tutti forse quello che ha interessato il Parco Nazionale del Vesuvio, che è andato quasi completamente distrutto dalla mano criminale.

il Vesuvio fotografato durante gli incendi di due settimane fa, appariva come durante un’eruzione.

In queste ore comunque un peggioramento del tempo, causato dalla discesa di un nucleo d’aria più fresca dall’Europa centrale, sta interessando le regioni settentrionali italiane e durante i prossimi due giorni apporterà temporali sparsi anche sulle regioni peninsulari e un calo termico ovunque, netto in considerazione del caldo attualmente presente.

Si tratterà però di una parentesi in quanto, come ribadito, una nuova possibile ondata di calore Nord-Africana potrà caratterizzare gli inizi del mese di Agosto: quasi un continumm di caldo medio-forte quindi che, senza estremi particolari prosegue dagli inizi di Giugno e che promette di caratterizzare, a meno di stravolgimenti, anche la prima parte del mese a venire.

Del perchè, in particolar modo l’ estate , si sia scaldata così tanto sopratutto in Italia e sul Mediterraneo (anche nel resto d’Europa e del mondo ovviamente ma maggiormente – in rapporto – sulle nostre aree) è tema di argomento da svariati anni di discorsi che oramai si intrecciano troppo spesso con tematiche che poco hanno a che fare con la climatologia; la fisica dell’atmosfera si conferma un campo minato costituito da troppe variabili che regalano una soluzione finale di eventi che ancora oggi, nonostante gli enormi passi fatti nel campo previsionale, è preferibile solo constatare.

Constatare però non significa restare a “braccia conserte”, ma che è limitante arrovellarsi sul perchè dei cambiamenti climatici se questi ci sono comunque: la prevenzione sull’eco-sostenibilità è, a prescindere, sempre cosa buona e giusta. Nel frattempo, l’augurio è che questi scenari climatici non rappresentino sempre più la “nuova norma”.

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