La genesi e le immagini di un nuovo evento di freddo eccezionale: FEBBRAIO 2018

Sembra passato un soffio di tempo dai ricordi delle nevicate storiche di Febbraio 2012 e ancora meno questa mattina, una volta accese le televisioni o le dirette dai social network che ci mostravano le immagini di una Roma vestita di bianco, proprio come allora: non è forse poi tanto vero quindi che la natura non sappia stupirci ancora in positivo e questa volta lo ha fatto regalando eventi climatici “d’altri tempi” anche in altre città italiane, come a Napoli che ha registrato, in particolar modo sui suoi quartieri collinari, una nevicata cosi copiosa come mancava da oltre trent’anni.

Negli ultimi anni alcune ondate di freddo stanno mostrando carattere di eccezionalità, alternandosi a lunghi periodi, invece, di clima molto caldo e questa ancora in corso rappresenta l’ultima di un’ondata di gelo e neve che a modo suo, come altre quali lo stesso Febbraio 2012, l’episodio di fine Dicembre 2014 sulle regioni meridionali e il gelo di Gennaio 2017, fanno parlare di se. E’ difficile però capire se si tratti di un caso o di un ulteriore segnale del cambiamento climatico, al momento, noi in ogni caso, col beneficio del dubbio, ci godiamo ugualmente lo spettacolo che la natura ha da offrire:

Il Colosseo nuovamente ammantato di bianco dopo sei anni dall’ultimo evento – già di per se eccezionale – del Febbraio 2012.

 

turisti “in azione” all’alba di oggi in Piazza San Pietro.

 

scatto di stamani sui quartieri collinari di Napoli durante la fitta nevicata durata diverse ore: l’ultima nevicata cosi consistente su queste zone risale al Gennaio 1985.

 

anche Ancona, come gran parte della costa adriatica, è capitolata in compagnia di fittissime nevicate.

 

la città di Siena imbiancata durante la giornata di ieri.

La causa di quest’ondata di gelo e delle nevicate cosi copiose va attribuita alla perfetta combinazione di aria gelida continentale che affluisce dalla Russia che scontrandosi con la risalita di correnti relativamente più miti hanno generato una pertubazione di “rara intensità” che dal Golfo Ligure, ieri sera, è scivolata via verso Toscana (anche qui bufere di neve sopratutto durante la serata di ieri) e poi sul Lazio e infine stamani sulla Campania.

Ma ieri è stata una giornata di inverno con la “I” maiuscola in gran parte del nord Italia a nevicate in pianura hanno interessato il Piemonte ma sopratutto fra Emilia Romagna e Toscana nevicate pesantissime hanno ricoperto i paesi a quote collinari specie del settore orientale dell’appennino settentrionale.

Nelle prossime ore il maltempo andrà gradualmente attenuandosi ma non mancherà occasione ancora per nevicate a quote di pianura sulle regioni del medio e basso versante adriatico e a quote di bassa collina su Calabria e Puglia meridionale. Andrà migliorando il tempo sulle restanti regioni ma proprio questo miglioramento, unito quindi ad un graduale rasserenamento dei cieli, giocherà a favore del gelo che andrà ulteriormente amplificandosi al suolo in particolar modo sulle aree di pianure innevate. Le temperature registrate in Europa qualche minuto fa rendono assolutamente chiara l’idea di quanto sta avvenendo e del perchè l’evento risulta veramente vicino a quelli storici:

E’ gelo praticamente ovunque, ad esclusione della Spagna meridionale e Portogallo e veramente di rado il freddo riesce ad acquisire un estensione e potenzialità cosi in questa parte finale di inverno: statisticamente risulta questa essere una delle maggiori ondate di gelo che abbiano colpito l’Europa e l’Italia durante la seconda parte del mese di Febbraio dal Dopoguerra e il soleggiamento più alto del periodo ha addirittura ammortizzato quelli che potevano essere gli effetti di un’ondata di gelo simile se fosse avvenuta un mese indietro.

L’evento di Stratwarming di qualche settimana fa ( di cui abbiamo discusso qui ) ha contribuito in maniera significativa alla genesi di quest’ondata di gelo maestosa e il fatto che il nostro paese, posto a latitudini Mediterranee, sia stato coinvolto in maniera cosi significativa nonostante le distanze geografiche enormi con l’origine della massa d’aria fredda la dice lunga sull’eccezionalità dell’evento, un’evento che si è avverato olretutto dopo una lunga fase di “stanca” dell’Inverno sull’Europa (Gennaio è stato mitissimo, non dimentichiamolo).

Avremo modo di avere un quadro generale dell’evento al termine dello stesso, in attesa comunque prepariamoci a successive 48-72 ore di vero gelo, raccomandando sempre prudenza sulle strade per il pericolo ghiaccio.

Discussione da utenti facebook

Inserire qui il commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto!