Emergenza neve e terremoto Italia Centrale: ultimi aggiornamenti

Da questa mattina alle ore 10.25 è in atto una nuova sequenza sismica in Italia Centrale nell’area al confine fra le province di Rieti, Teramo e L’Aquila. Fino a questo momento sono state quattro le scosse superiori al quinto grado della scala Richter, così distribuite:

ore 10.25: 5.3 Mw

ore 11.14: 5.5 Mw

ore 11.25: 5.4 Mw

ore 14.33: 5.1 Mw

Sequenza sismica delle ultime 72 ore con i quattro principali eventi superiori al quinto grado Richter.

Questa sequenza sismica è correlata agli eventi che hanno avuto inizio col terremoto del 24 Agosto 2016 ad Amatrice (Mw 6.0) che ha a sua volta attivato la faglia responsabile dell’evento maggiore, di magnitudo 6.5, nei pressi di Norcia il 30 Ottobre 2016. Questo complesso sistema di faglie ha infine liberato la sua energia più a sud, sull’estremità meridionale dello stesso, che era in “caricamento” già da diverse settimane con alcune scosse di magnitudo superiore al terzo grado Richter e che si è definitivamente riattivata con le forti scosse della giornata di oggi.

In epoca recente, non sono numerosi i casi di attivazione di più faglie limitrofe in un lasso di tempo così prolungato, tuttavia si tratta di eventi che per quanto ci appaiano rari, non lo sono su scala geologica: la stessa area dell’Italia Centrale colpita dall’estate scorsa da questo sciame sismico infatti è stata protagonista di un lungo evento sismico avuto luogo a cavallo fra il 1702 e il 1703: un primo terremoto ebbe luogo a Norcia il 18 Ottobre 1702 con magnitudo momento stimata di 5.2, un secondo con magnitudo simile il 14 Novembre e il 14 Gennaio 1703, proprio sulla faglia responsabile degli eventi odierni, un terremoto di magnitudo 6.8 distrusse Amatrice e Montereale. Il 2 Febbraio 1703 infine un nuovo sisma di magnitudo 6.6 colpì direttamente la città de L’Aquila causando migliaia di vittime.

forti terremoti in passato distrussero già le città di Norcia, Amatrice e Accumuli durante lunghe sequenze sismiche durate svariati mesi.

E’ impossibile ovviamente azzardare ipotesi circa il rischio che possano ripetersi scosse uguali o addirittura maggiori a quelle odierne, siamo sicuramente di fronte ad un evento sismico che appare longevo e potenzialmente nuovamente distruttivo per queste zone, ma non esiste nessun fattore naturale o segnale che può escludere o accentuare la possibilità dell’arrivo di un nuovo forte terremoto.

La lunga ondata di freddo e neve di questo mese di Gennaio ha poi considerevolmente aggravato la situazione nelle aree terremotate: alcune località dell’Abruzzo infatti sono ancora isolate o molte sono senza corrente e acqua da giorni e la situazione risulta molto critica proprio nelle frazioni colpite durante dai terremoti dello scorso anno e da quelli di oggi, ancora tre persone risultano disperse proprio a causa dell’irraggiungibilità di alcuni comuni. La situazione quindi rimane critica e purtroppo è attesa cadere ancora molta neve sull’Appennino centro-meridionale nelle zone esposte oltre i 500-600 metri almeno per le prossime 36-48 ore.

previsione della neve per la notte e la mattinata di domani.

Il maltempo ha poi causato disagi, sempre in Abruzzo, per l’esondazione del fiume Pescara in nottata e tantissimi comuni della provincia e delle province de L’Aquila e Teramo sono ancora senza corrente elettrica.

interi paesi continuano a risultare isolati a causa delle nevicate eccezionali di queste ultime due settimane, quin siamo a Caramanico Terme (prov. di Pescara) totalmente sepolta da quasi due metri di neve.

La situazione tenderà a migliorare gradualmente durante il prossimo weekend dove comunque è previsto l’arrivo di altre precipitazioni anche se non con la stessa intensità registrata in queste ore e anche il freddo lascerà gradualmente la nostra penisola. Invitiamo comunque a non muoversi in direzione delle aree isolate dalla neve e dal maltempo e nei comuni terremotati se non per necessità di aiuto, inviamo altresì a seguire gli aggiornamenti sulla viabilità.

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